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Insegnamento con il Metodo Kodaly

Lingua italiana English language

Metodo Kodaly (1882-1967) Ungheria.

Questo metodo, pur essendo un modello ungherese che riflette la propria cultura musicale diversa dalla nostra, ci dona numerosi spunti validi ed efficaci per la nostra didattica.
Le fasi di lavoro si sviluppano nell’apprendimento di un elemento musicale attraverso una melodia familiare:
  1. esecuzione di una canzone scelta dall’insegnante per una specifica ragione didattica.
  2. analisi uditiva di un elemento particolare della canzone: differenza ritmica fra il movimento di nota di durate differenti, oppure la distinzione fra gli intervalli melodici.
  3. una volta riconosciute queste differenze si inizia una serie di giochi e improvvisazioni praticando questi elementi musicali usando la chironomia, il movimento del corpo, gli strumenti, la voce parlata e cantata, finche i nuovi elementi sono ben compresi e interiorizzati dai ragazzi.
  4. invenzioni o composizioni nuove, usando i nuovi simboli musicali, dettati orali e scritti che contengono il nuovo elemento musicale.

Con questo percorso di lavoro abbiamo già uno schema per insegnare qualsiasi elemento del linguaggio musicale: iniziando dall’esecuzione musicale, si passa poi all’analisi, e infine alla pratica in modo vario, è da notare che la scrittura della nuova figura musicale, che porterà infine alla lettura, è l’ultimo passo nell’apprendimento. Il processo d’insegnamento va dal conosciuto allo sconosciuto, dal semplice al difficile, in modo graduale, progressivo e pianificato: gli elementi nuovi devono avere un riferimento a quelli già conosciuti. La sensazione dell’alunno deve essere quella di applicare quello che già sa per imparare ciò che non sa. Il processo è quindi induttivo e riesce a sviluppare gradualmente nell’alunno una conoscenza ritmica, melodica, formale, a partire dalle sue conoscenze innate, dalla sua madrelingua musicale, portando a livello conscio quello che è già presente a livello inconscio, facendo scoprire, in modo attivo, ciò che emozionalmente è già conosciuto. Solo in un secondo momento si arriva all’astrazione del dato sensibile, elaborando la formazione di un concetto, codificato in un secondo momento in un segno, ma già posseduto a livello di esperienza concreta. In questo modo si arriva ad un apprendimento significativo e duraturo.

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